inno del primo maggio

1 maggio 2011, domenica,

due piccioni con una fava: immaginare un gruppo di suore che grida “Berlusconi pezzo di m..”


2 aprile

2 aprile 2011, sabato,

Ridiamo vita al pappagallo nero.


scent of money

29 novembre 2010, lunedì,

certo che queste ragazze beccano un sacco di soldi…

prima per fare, poi per mentire.


tagli alle spese

27 novembre 2010, sabato,

The Independent riporta la notizia che una squadra di doganieri ha recuperato un carico di cocaina del valore di 34 milionidi sterline grazie a un’operazione costata 50 milioni di sterline. Non potevano semplicemente comprarla? Nick Allen, The Independent

(da Internazionale N°300 del 10 / 16 settembre 1999)


fondo n.027

22 agosto 2010, domenica,

“Preferiamo credere in ciò che preferiamo credere vero”

Francis Bacon


David Superstar

18 agosto 2010, mercoledì,

Cercavo Golia, non il piccoletto. Ieri frugavo tra i giornali stranieri alla ricerca di notizie sul Pil cinese, ma alla fine sono finito sulle pagine del Sydney Herald Tribune perché sul primo piano degli esteri c’era lui. Il piccoletto, appunto. Il David di Michelangelo e la disputa tra la città di Firenze e lo Stato sul possesso dell’opera. Pensate dov’è arrivata questa notizia, vincendo anche Golia. In Italia, però, chi ci salva dal gigante? Proprio ieri, infatti, mi è capitata tra le mani una notizia vecchiotta: la ‘delocalizzazione’ dello stabilimento Omsa di Faenza. 350 dipendenti, quasi tutte donne, costrette ora alla cassa integrazione perché la Golden Lady Company, il gruppo proprietario, ha deciso di spostare lo stabilimento in Serbia. È accaduto alla fine di luglio, ma rispetto alla simile vicenda della Fiat è caduta in secondo piano. Incuriosito, frugo ancora. E trovo un articolo di Milano Finanza dello stesso periodo secondo cui sono circa 70 le aziende italiane appese ad un filo. Si tratta di  ”filiali di grandi multinazionali che hanno deciso di delocalizzare la produzione dall’Italia in altri Paesi”. Il dato è estrapolato dal rapporto semestrale elaborato dal Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo Economico, secondo cui da inizio 2009 sono stati convocati oltre 150 tavoli per crisi aziendali e di settore che coinvolgono più di 300 mila lavoratori. Davide, però, è impegnato in una tournée internazionale.


siamo alla frutta

17 agosto 2010, martedì,

Che il ministro Calderoli abbia una fantasia che gli permetta analisi politiche di grande slancio imaginifico è risaputo. Come quando descrisse la legge elettorale che porta il suo nome chiamandola ‘porcata’. Ultimamente è tornato a ‘dipingere’ la situazione politica italiana definendo l’ipotesi di un governo tecnico “come l’anguria, verde fuori e rossa dentro”. Siamo alla frutta, ha ragione. Pensare di affidare una ‘riforma’ elettorale ad un governo tecnico la dice lunga sullo stato di salute della nostra democrazia. Ma quel che mi preoccupa è che seppure venga servita frutta, la si possa ancora mangiare con le mani sporche. Tra gli tswana, un gruppo etnico dell’Africa meridionale (nome del popolo da cui oggi proviene il Botswana) da cui proviene l’anguria, esisteva una tradizione: prima di consumare un nuovo raccolto bisognava purificarsi, e lo si faceva con le foglie del cocomero stesso. Se fossimo come gli tswana avremmo mangiato anguria senza pensieri e senza nuove leggi elettorali.


bomba o non bomba…

16 agosto 2010, lunedì,

…in Italia c’è chi riesce a starsene seduto su una poltrona parlamentare per più di mezzo secolo. Le bombe a grappolo estive contro il presidente della Camera Fini ricordano precedenti che messi a confronto sembrano esplosioni nucleari che solo in rari casi portarono alla separazione tra uomo e poltrona. Forse dovremmo cominciare a pensare a qualcosa di più comodo…


buone vacanze…

1 agosto 2010, domenica,

…ma mentre ve ne state freschi in acqua, buttate un occhio alle vostre spalle. C’è chi quest’estate non è andato in vacanza e pianifica un attacco imminente…


il popolo alla finestra

24 giugno 2010, giovedì,

“Per raggiungere la verità ci mancano dati sufficienti e processi intellettuali che esauriscano l’interpretazione di quei dati”. Nel 1916, a tre anni dal primo appunto, Fernando Pessoa scriveva per mano di Bernardo Soares una riflessione su quella che sarà la sua più profonda immersione nella propria anima. L’inquietudine che lo scuoteva aveva poco a che fare con le vicende politiche di Lisbona. Era l’insensatezza del tramonto, l’assurdità del quotidiano, i ricordi di un’infanzia recisa nel suo bocciolo e il distacco dallo scorrere della vita ad aver fatto di Bernardo Soares “un uomo che sta alla finestra”, come dice Tabucchi. Alla finestra di questa nostra democrazia stiamo noi, a guardare come Soares. All’orizzonte le nuvole annunciano il cattivo tempo. Fermi riflettiamo sulle verità di cui non abbiamo altro che dettagli insufficienti e che qualcuno vuole ne venga cancellato anche il sospetto. Ma oggi, mancano ancor di più quei processi intellettuali che possano scortare i meri dati all’interezza della verità.


fondo n.026

16 maggio 2010, domenica,

“Sulla casa gli italiani si arrabbiano davvero”

Silvio Berlusconi, La Repubblica, 15 maggio 2010


frustini d’Italia

13 maggio 2010, giovedì,

Non vi nascondo che sono diversi giorni che mi risuona nella testa un ritornello. È la canzone cantata da I soliti idioti. Mi ritrovo a fischiettarla mentre salto da una conferenza stampa all’altra (fa questo un giornalista d’agenzia). Fa più o meno così: A come amore, b come bottone… eccetera eccetera, spesso con ‘qualche’ variazione. Capita anche a me di cambiare le parole e oggi mi sono fermato alla effe. Come “frustino” o come “fratelli d’Italia”. E’ così. Ci sono motivetti che funzionano, programmi televisivi che funzionano, notizie che funzionano. Penso alla notizia del call center di Incisa Valdarno, vicino Firenze, dove le dipendenti potevano anche essere frustate  e costrette anche a cantare l’inno nazionale. La notizia ha funzionato, naturalmente. Tanto da mandare tilt un sito che frequento di tanto in tanto. È Rassegna Sindacale. In uno dei blog del sito uno degli autori scrive:

“Il server è caduto per i troppi contatti e siamo rimasti offline per circa tre ore. Miracoli di Google News o chi sa cos’altro. Il che non ci ha impedito di avere oltre 7 mila visite solo alla pagina sul call center. Se fossimo rimasti in linea, probabilmente le visite a quella pagina sarebbero state tre, quattro volte tante. Dunque frustate e vessazioni nei call center aumentano le pagine viste. Però avremmo preferito pubblicare un’altra notizia, tipo: “Accordo a Firenze, regolarizzati gli operatori del call center. Tutti assunti, ferie pagate e maternità“. L’articolo avrebbe avuto un centinaio di lettori al massimo. Ma noi saremmo stati più contenti”.


seconda classe

11 maggio 2010, martedì,

Non so se Gordon Brown farà la fine di Tony Blair, cioè il conferenziere da oltre 6mila sterline al minuto (oltre che consulente). E’ molto più probabile che non lo vedremo più gironzolare intorno al numero 10 di Downing Street. Oltremanica le cose funzionano in modo diverso. Oggi in metro, mentre tornavo in redazione, pensavo che se c’è un modo in cui ricorderò Brown sarà quello che vedete nella foto. Seduto in un vagone della metropolitana di Londra, insieme a tanta altra gente. Mi è venuto in mente mentre pensavo che forse, se tra i nostri imparassero a scendere nella vita quotidiana non soltanto per un giorno col solo intento di farsi fotografare, ma nel vissuto quotidiano, credo che le priorità portate in Parlamento sarebbero un tantino diverse.


l’Africa non esiste

30 aprile 2010, venerdì,

La notizia di quattro cuccioli di gorilla salvati nella Repubblica democratica del Congo dalla Monuc, il contingente delle Nazioni unite è riuscita a bucare l’agenda dei media. I cuccioli, spiega il contingente, sono stati trasportati al sicuro lontano dai traffici illegali di animali nel nord est del Paese. Una zona che sul sito dell’Espresso viene indicata come  “frequentata” da guerriglieri. E’ il Kivu. In quell’area ci sono oltre 2 milioni di sfollati interni. La notizia dei cuccioli è rimbalzata sulle più importanti agenzie mondiali ed è riuscita ad emergere, a quanto pare, dai cumuli di notizie accatastate anche sul tg1. Perché che fai, non la mandi? Dai è carina. Poi c’è il video di tutta l’operazione. Aveva ragione Kapuscinski: l’Africa non esiste.


Calvados, pile e sport estremi

29 aprile 2010, giovedì,

Da quando alla richiesta di un calvados un mio amico mi ha risposto dicendo di non avere gli ingredienti per preparare un cocktail, sono sempre più convinto che sarà l’ipertestualità a salvare il mondo. Se gli avessi scritto una mail, al posto di dirlo a voce, e al termine avessi linkato qualcosa tipo “calvados”, di sicuro non mi avrebbe risposto allo stesso modo. Da qualche giorno mi sto chiedendo cosa stia pensando il lettore a digiuno di economia di fronte alle notizie provenienti dalla Grecia riportate dai siti web dei quotidiani. Standard & Poor’s sembra un’azienda che produce pile, famosa per i suoi prodotti distribuiti in tutto il mondo come le ecologiche ‘AA’ o quelle potenziate, le ‘AA+’: durano più a lungo. Poi, se si vuole risparmiare, ci sono anche le più economiche BB+ o le BBB+. Pile di nuova generazione, spiegano i giornali, con l’ ”outlook” incorporato per scaricare la posta anche con un banalissimo rasoio elettrico, outlook che può essere positivo o negativo nel caso si ricevano o meno nuovi messaggi. Per non parlare degli sport estremi. Chissà quanti appassionati di “rating” o di “junk” giungeranno in Grecia quest’anno, anche se a dire il vero non ho capito bene perché per il junk i giornali ci tengono a precisare si tratti di uno sport da praticare in mezzo ai rifiuti. Tuttavia, mentre tra sigle e parole straniere ci si può perdere senza troppa difficoltà,  c’è un termine italiano che nessuno ha ancora pensato di mettere in inglese: debito. Chissà cosa succederebbe agli italiani se la parola “debito” venisse tradotta. Basterebbe linkarla con il suo lapidario significato. Invece sta lì, tra le tante. Smussata, umile e defilata. Depressa. Sa bene che da sola non riuscirà mai a creare lo stesso scompiglio tra la gente di cui invece è capace “bond”, James Bond.


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