Believe in me, believe in nothing.

Sono tornato a correre in pineta. 30 minuti, per cominciare. Per tutti e trenta i minuti non ho fatto che pensare al mio lavoro. In modo particolare a quello degli ultimi mesi. Scrivo su tante questioni, ma hanno tutte una sola caratteristica in comune, cioè quella di affermare cose che io non riesco o non posso verificare. Scrivo, in poche parole, di qualcosa che non conosco e che non ho potuto vedere coi miei occhi e toccare con le mie mani. Come descrivere un profumo non dopo averlo sentito, ma dopo aver sentito qualcuno che ne parlava.

Oggi il culmine. Al mio indirizzo di posta arriva l’ennesimo rapporto embargato. Bisogna spolparlo entro l’ora X.  Ho soltanto 4 capitoli da affrontare, sugli altri ci lavora la redazione centrale. Mentre lo leggo mi rendo conto che ho a che fare con dati estrapolati da altri rapporti. Un rapporto di rapporti. Come dire, informazioni di terza mano. Non sono diffidente, ci tengo a precisare, ma ho sempre avuto in mente un mestiere fatto di curiosità che ti spinge a toccare con mano.

E’ vero, è impossibile che i fatti notiziabili siano tutti a ‘portata di mano’, ma come direbbe Totò, “qui si esagera, qui si va oltre il consueto”. Nelle redazioni lavoriamo per gran parte del nostro tempo a rimettere mano a comunicati stampa, a riordinare dati che qualcuno ci passa e più passa il tempo più i passaggi di mano aumentano, quindi per esempio ti ritrovi con i dati presentati dall’associazione X, che cita il rapporto Y, che ha elaborato i dati della ricerca Z. Se sei fortunato. Spesso, invece, questo ‘certificato’ di provenienza dei dati manca del tutto e ci si limita a dire “secondo X…”. E tutti, infine, sui dati di X/Y/Z hanno qualcosa da dire, magari senza averli letti.

In questi giorni, mentre vado in redazione ascolto in modo ossessivo una canzone dei Rem. Mi piace il suo testo. Nel ritornello Michael Stipe ripete più volte “Believe in me, believe in nothing”, credimi, non credere a niente, e continua “have I become the hollow man?”, sono diventato un uomo inutile? Me lo chiedo tutte le mattine, da qualche tempo a questa parte.

Lascia un commento