Che il ministro Calderoli abbia una fantasia che gli permetta analisi politiche di grande slancio imaginifico è risaputo. Come quando descrisse la legge elettorale che porta il suo nome chiamandola ‘porcata’. Ultimamente è tornato a ‘dipingere’ la situazione politica italiana definendo l’ipotesi di un governo tecnico “come l’anguria, verde fuori e rossa dentro”. Siamo alla frutta, ha ragione. Pensare di affidare una ‘riforma’ elettorale ad un governo tecnico la dice lunga sullo stato di salute della nostra democrazia. Ma quel che mi preoccupa è che seppure venga servita frutta, la si possa ancora mangiare con le mani sporche. Tra gli tswana, un gruppo etnico dell’Africa meridionale (nome del popolo da cui oggi proviene il Botswana) da cui proviene l’anguria, esisteva una tradizione: prima di consumare un nuovo raccolto bisognava purificarsi, e lo si faceva con le foglie del cocomero stesso. Se fossimo come gli tswana avremmo mangiato anguria senza pensieri e senza nuove leggi elettorali.
