Posts Tagged ‘giornalismo’

wrong. (altro che quattro gatti…)

15 luglio 2009, mercoledì,

Regola numero uno. Non dire mai quello che pensi, ma quello che è. Cioè quello che pensano loro.

Regola numero due. Non dire mai quello che non è stato detto, nè suggerirlo o sottintenderlo. Dire sempre quello che è alla luce del sole, cioè quello che dicono loro.

Regola numero tre. Non domandare mai cose di cui non hanno detto nulla, le domande devono essere inerenti a quel che già è stato detto da loro.

Regola numero quattro. Quel che vedi con i tuoi occhi è solo il tuo punto di vista, non conta. Quel che interessa alla gente è quello che solo i loro occhi hanno visto.

complesso di Esopo

13 luglio 2009, lunedì,

Ogni estate mi faccio la stessa domanda. Mi chiedo come faccia un insetto a far tutto il chiasso di cui è capace una cicala. Non cerco la risposta, mi affascina il fenomeno, quell’essere in sé e come nella storia abbia guadagnato un ruolo. Prima che venisse immobilizzata nell’ambra di una morale, la cicala era il simbolo della coppia complementare luce-oscurità, per via del suo silenzio notturno e del suo stridio al calore del sole. Come dire, una piccola sentinella che segnala quando si vede e quando si brancola nel buio. Poi, per dirla con La Fontaine, è diventato il simbolo dei cattivi poeti, di quelli che hanno l’ispirazione ‘intermittente’. Ma Jean non fece altro che riprendere una favola di Esopo, di cui tutti conosciamo il finale. (foto massenpunkt/flickr) Leggi il seguito di questo post »

Believe in me, believe in nothing.

28 maggio 2009, giovedì,

Sono tornato a correre in pineta. 30 minuti, per cominciare. Per tutti e trenta i minuti non ho fatto che pensare al mio lavoro. In modo particolare a quello degli ultimi mesi. Scrivo su tante questioni, ma hanno tutte una sola caratteristica in comune, cioè quella di affermare cose che io non riesco o non posso verificare. Scrivo, in poche parole, di qualcosa che non conosco e che non ho potuto vedere coi miei occhi e toccare con le mie mani. Come descrivere un profumo non dopo averlo sentito, ma dopo aver sentito qualcuno che ne parlava. Leggi il seguito di questo post »

nella notte tra l’8 e il 9

7 maggio 2009, giovedì,

 

Lunga è la notte 
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

 

E’ una poesia di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978. Come tutti sanno, Peppino aveva fondato una radio Radio Aut, e ogni tanto fa bene riascoltare la sua voce… http://www.peppinoimpastato.com/inaria.htm

fondo n. 018

12 aprile 2009, domenica,

Ho sempre avuto una sola filosofia: quella di possedere il maggior numero di libri possibile. Ancora oggi ne riporto da tutte le parti del mondo. Negli anni sessanta, in Nigeria, quando mi ammalai gravemente, tornai a casa in aereo e le mie cose furono spedite a parte. Quando andai a ritirarle alla stazione di Varsavia, il doganiere insisteva a chiedermi dove fossero i miei bagagli: c’erano solo una cassa di libri, un paio di jeans e una padella.

Ryszard Kapuscinski

fondo n. 016

23 febbraio 2009, lunedì,

La nostra professione è una continua lotta tra i sogni di libertà e la realtà che ci costringe a rispettare gli interessi, le opinioni e le aspettative dell’editore.

Ryzsard Kapuscinski, Autoritratto di un reporter, Feltrinelli 2003

liquidazione

16 gennaio 2009, venerdì,

50 euro. Bastano una cinquantina d’euro per sbolognarsi un problema enorme, scrollarsi di dosso la faccenda degli immigrati irregolari. Detti clandestini, da alcuni. 50 euro e ne sei fuori. In questi giorni sta accadendo qualcosa di unico. La portata culturale delle riforme in materia di immigrazione è significativa. Sembra di ritornare indietro nel tempo. E in parte l’abbiamo già fatto con gli sgomberi. Ma oggi siamo alla fase due. E il mondo dei giornalisti si lascia comprare con 50 euro. (foto by flickr/ttfnrob ) Leggi il seguito di questo post »

culo e anima

7 dicembre 2008, domenica,

Nel paesello natio, per Natale, hanno messo in piedi una pista di pattinaggio sul ghiaccio. All’aperto. In pieno centro. Per noi che non abbiamo mai visto una pista è stato come assistere all’arrivo del ghiaccio a Macondo. Molti non vedono l’ora di provare i pattini, altri già temono le cadute, mentre in silenzio si preparano ai bordi della pista gli spettatori silenziosi che assisteranno allo spettacolo gratuito della caduta sul ghiaccio. Sigaretta in mano, ghigno sul viso raccolto in una sciarpa di lana, risata grassa, coinvolgente. Il pattinaggio sul ghiaccio, forse, è l’unica disciplina paragonabile al lavoro del giornalista. Leggi il seguito di questo post »

no marchetta, no party

5 novembre 2008, mercoledì,

Frequentando le quinte degli eventi, nel sottobosco degli operai del giornalismo italiano vi capiterà, prima o poi, di imbattervi nei noiosi discorsi da cronista medio. Un punto fisso di questi discorsi è la marchetta. Un giornalista sta nella media nel momento in cui tira fuori la questione del favore-notizia in un discorso tra amici o con un collega alle prime armi. Leggi il seguito di questo post »

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