Regola numero uno. Non dire mai quello che pensi, ma quello che è. Cioè quello che pensano loro.
Regola numero due. Non dire mai quello che non è stato detto, nè suggerirlo o sottintenderlo. Dire sempre quello che è alla luce del sole, cioè quello che dicono loro.
Regola numero tre. Non domandare mai cose di cui non hanno detto nulla, le domande devono essere inerenti a quel che già è stato detto da loro.
Regola numero quattro. Quel che vedi con i tuoi occhi è solo il tuo punto di vista, non conta. Quel che interessa alla gente è quello che solo i loro occhi hanno visto.
Ogni estate mi faccio la stessa domanda. Mi chiedo come faccia un insetto a far tutto il chiasso di cui è capace una cicala. Non cerco la risposta, mi affascina il fenomeno, quell’essere in sé e come nella storia abbia guadagnato un ruolo. Prima che venisse immobilizzata nell’ambra di una morale, la cicala era il simbolo della coppia complementare luce-oscurità, per via del suo silenzio notturno e del suo stridio al calore del sole. Come dire, una piccola sentinella che segnala quando si vede e quando si brancola nel buio. Poi, per dirla con La Fontaine, è diventato il simbolo dei cattivi poeti, di quelli che hanno l’ispirazione ‘intermittente’. Ma Jean non fece altro che riprendere una favola di Esopo, di cui tutti conosciamo il finale.
Sono tornato a correre in pineta. 30 minuti, per cominciare. Per tutti e trenta i minuti non ho fatto che pensare al mio lavoro. In modo particolare a quello degli ultimi mesi. Scrivo su tante questioni, ma hanno tutte una sola caratteristica in comune, cioè quella di affermare cose che io non riesco o non posso verificare. Scrivo, in poche parole, di qualcosa che non conosco e che non ho potuto vedere coi miei occhi e toccare con le mie mani. Come descrivere un profumo non dopo averlo sentito, ma dopo aver sentito qualcuno che ne parlava.
Lunga è la notte
50 euro. Bastano una cinquantina d’euro per sbolognarsi un problema enorme, scrollarsi di dosso la faccenda degli immigrati irregolari. Detti clandestini, da alcuni. 50 euro e ne sei fuori. In questi giorni sta accadendo qualcosa di unico. La portata culturale delle riforme in materia di immigrazione è significativa. Sembra di ritornare indietro nel tempo. E in parte l’abbiamo già fatto con gli sgomberi. Ma oggi siamo alla fase due. E il mondo dei giornalisti si lascia comprare con 50 euro. 