Posts Tagged ‘libertà di stampa’

il popolo alla finestra

24 giugno 2010, giovedì,

“Per raggiungere la verità ci mancano dati sufficienti e processi intellettuali che esauriscano l’interpretazione di quei dati”. Nel 1916, a tre anni dal primo appunto, Fernando Pessoa scriveva per mano di Bernardo Soares una riflessione su quella che sarà la sua più profonda immersione nella propria anima. L’inquietudine che lo scuoteva aveva poco a che fare con le vicende politiche di Lisbona. Era l’insensatezza del tramonto, l’assurdità del quotidiano, i ricordi di un’infanzia recisa nel suo bocciolo e il distacco dallo scorrere della vita ad aver fatto di Bernardo Soares “un uomo che sta alla finestra”, come dice Tabucchi. Alla finestra di questa nostra democrazia stiamo noi, a guardare come Soares. All’orizzonte le nuvole annunciano il cattivo tempo. Fermi riflettiamo sulle verità di cui non abbiamo altro che dettagli insufficienti e che qualcuno vuole ne venga cancellato anche il sospetto. Ma oggi, mancano ancor di più quei processi intellettuali che possano scortare i meri dati all’interezza della verità.

libertà di stompa

8 settembre 2009, martedì,

Quartiere Testaccio, Roma. Ore 09:25, davanti all’edicola. “Il Corriere, grazie”. L’edicolante gesticola un attimo tra le carte, poi allunga il braccio col quotidiano. “Ecco a lei”. Il signore, sulla cinquantina, capello grigio, sistemato, e occhiali da sole chiede: “ma è vero quello che dicono? Che Il Giornale, quello di Felrti  intendo, sta andando a ruba?”. L’edicolante, risistemando le pile di carta: “sono tutte barzellette!”. (foto Fifi LePew/flickr)

l’ira dei tiranni

3 settembre 2009, giovedì,

Gli italiani, compreso il sottoscritto, mi ricordano tanto quelli che Colombo, non il tenente ma Cristoforo, credeva fossero indiani. Quelli delle Indie, che tali non erano. Tra i primi conquistatori del nuovo mondo l’usanza di donare gingilli in cambio di oro era pratica diffusa, a quanto dicono, e gli indigeni di fronte alla novità non lesinavano nel cedere qualcosa che valeva più di un pezzo di legno finemente intagliato o cose del genere. Abbiamo sempre e costantemente bisogno di qualcosa con cui giocare. Ci danno il cellulare e diventiamo maniaci in barba alla crisi e alle ristrettezze economiche. (foto Bascom Hogue/flickr) Leggi il seguito di questo post »

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