«In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro: portano anche tanto lavoro e si scatena la rincorsa per averle». Sono le parole di Silvio Berlusconi al termine dell’incontro semi-istituzionale o semi-privato con Putin riportate dal sito del Corriere della sera. In conferenza stampa, però, hanno riferito solo la parte istituzionale, semi. Mentre il Moscow Times ignora completamente il nucleare italiano come notizia (nonostante il reattore di questa iniziativa dovrebbe essere proprio Mosca) spostando l’ago della bilancia sul gas, sui gasdotti e sul famigerato 20% alla Edf francese, cioè la più grande società energetica francese, in Italia il notizione è che il premier ha annunciato l’inizio dei lavori per le nuove centrali nucleari entro tre anni, cioè entro la fine della sua legislatura. Per far questo, però, come riporta il Corriere della Sera, occorre che gli italiani ci pensino bene. «Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l’opinione pubblica italiana». Eppure, quel che mi spaventa non è il luogo dove noi tutti acclameremo e saremo immensamente felici di aver a due passi da casa una centrale nucleare, ma dove andranno a finire le scorie. Nucleari, mica pizza e fichi. Che già abbiamo problemi con la raccolta differenziata, qui in Italia. Figuriamoci. Seguendo uno schema logico, però, il discorso scorie arriva dopo la nascita della centrale. Necessariamente, no? Quindi come per i neonati fa più notizia la nascita che la cacca che produrranno, nonostante tutti sanno bene che arriverà il momento di affrontare il problema. Come per quegli inglesi che comprano casa senza prima informarsi in giro se dentro ci siano i fantasmi. Perché, come riporta il Telegraph, che ci crediate o no, i fantasmi esistono e alcuni sono anche fluorescenti. (foto romana klee/flickr)
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previsioni di merda
27 aprile 2010, martedì,vacanze col fondo
7 agosto 2009, venerdì,Il pappagallo nero chiude va a farsi un giretto fuori dalla gabbia. Ha parlato poco negli ultimi tempi… sarà il caldo. Si dice così, no? Comunque, dopo le ennesime repliche sulle pagine dei giornali, come Putin a petto nudo (cose di cui i giornali avevano già parlato ) e le cornacchie intelligenti, si arena qualche vera notizia che serpeggia tra i gasdotti turchi fino alle coste sarde, su cui nessuno indaga… lascio tutto in disordine, come al solito. E sul desk un altro fondo di caffè dedicato ai giornalisti:
Per gente abituata a pensare all’altro ieri come a una cosa morta e alla prossima settimana come a una pianificazione a lungo termine, la storia non appare come gran maestra di insegnamenti.
David Randall
